.        TEAM        .

tommaso stettler - birraio capo CE - 210129.jpg

Ogni persona, con il suo bagaglio di esperienze, idee e punti di vista, è una variabile fondamentale del sistema complesso di interazioni che si crea intorno alle birre.

Il progetto Cantina Errante è nato grazie all'arrivo in squadra di Tommaso Stettler, l'attuale headbrewer. Tommaso, oltre a essere il responsabile del lavoro in cantina, si occupa dello sviluppo delle nuove birre, attraverso il reperimento delle materie prime, come le erbe spontanee, oppure attraverso lo studio di bevande storiche e dei processi tradizionali di trasformazione.

 

Ma spesso le linee di sviluppo nascono da intuizioni, lampi di luce, piccole epifanie, grazie anche al rapporto fisico, quotidiano con le birre stesse. E finisce che le birre assomigliano a Tommaso e al suo personale percorso di evoluzione come essere umano. Tommaso rappresenta quindi un veicolo di interazione tra l'interno e l'esterno della Cantina, e ne orienta l'evoluzione. Lui stesso, poi, ne esce trasformato. E questo è senza dubbio uno degli aspetti più affascinanti di tutto il progetto.

  TOMMASO STETTLER    .

headbrewer / responsabile di produzione

stefano botto - fondatore CE - 210129.jpg

Crediamo nell'errore. Crediamo nella complessità. Perchè sono strumenti utili.

Credere nell'errore vuol dire credere nel cambiamento, nella possibilità di vedere cose nuove, nella possibilità di trarre ordine dal caso.

Credere nell'errore vuol dire credere nel senso del limite. Il limite ti dà dei riferimenti e ti dà stimoli nuovi. C'è il limite fisico: significa fare solo le birre che si possono fare, che il tuo ambiente ti permette di fare, in quel dato momento. E non fare qualsiasi birra vorresti, decidendola a tavolino. Il limite crea legami, crea appartenenze.

E poi c'è il limite delle idee: ogni visione, per quanto ampia, ogni descrizione della realtà, per quanto esaustiva, non sono mai la parola definitiva. Sono solo quello che si può dire o vedere della realtà attuale, alle condizioni attuali, da un certo punto di vista.

E quindi credere nell'errore vuol dire credere anche nel dubbio. Perchè ci possono essere altre realtà, altre visioni, altre idee. Che sono semplicemente diverse, non in contrasto. E questa è la complessità. La complessità non è mai definitiva, non si decide, non si determina, non si governa. Ma ci si può interagire. Per esempio attraverso un birrificio.

  STEFANO BOTTO    .

founder

giacomo pazzi - assistente BSG - 210129.jpg

E poi c'è l'interazione con le persone, c'è il divertimento. E ci sono birre che in definitiva vanno bevute, vanno condivise. e possibilmente senza pensarci troppo su, ma focalizzandosi su tutto il contorno.

 

Ci piace fare birre che si lasciano bere facilmente. Ed è bello quando ti accorgi che hai finito una birra e non te ne sei nemmeno accorto. Vuol dire che badavi a qualcosa di più importante e comunque quella birra andava benissimo, faceva il suo lavoro.

L'arrivo di Giacomo Pazzi in squadra ha portato il taciturno Tommaso a subire scariche di chiacchiere devastanti, a tutte le ore. Ma, soprattutto, ha portato leggerezza e condivisione. E ci ha costretto a istituire il terzo tempo, quando alla fine della giornata ci fermiamo a bere una birretta e a fare due chiacchiere prima di tornare a casa.

  GIACOMO PAZZI    .

assistant brewer